ASSISI – Gli agenti del commissariato di Assisi hanno sgominato “vero e proprio consorzio familiare” dedito ai furti nelle case al termine di un’indagine, coordinata dalla dottoressa Francesca Di Luca, che ha portato all’emissione di 8 misure cautelari a carico di altrettanti italiani. Complessivamente, però, gli indagati sono 16, residenti nella zona tra Assisi e Cannara, 12 dei quali risultati beneficiari di reddito di cittadinanza.
I destinatari delle misure cautelari sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione tra le zone di Assisi, Arezzo e Siena. Per due è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per cinque gli arresti domiciliari e per uno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Gli uomini della presunta banda sono definiti dalla polizia “di notevole profilo criminale”, “efferati e senza scrupoli”, “veri e propri professionisti del crimine”.
Del gruppo facevano parte sia uomini sia donne, legati da vincoli di parentela o affinità. Secondo gli investigatori, gli uomini si occupavano dei furti nelle abitazioni mentre le donne – sei in tutto di età compresa tra 22 e 40 anni – pensavano a colpire donne sole e anziane , nei confronti delle quali si avvicinavano con la scusa di vendere articoli vari o bisognose dei servizi igienici.
Altre donne avevano compiti logistici: c’era chi si prestava a farsi intestare le auto che sarebbero state utilizzate per commettere i furti, chi trasportava le refurtiva fuori regione per essere piazzata e chi invece aveva il compito di custodire gli oggetti di valore dopo essere stati rubati e portati agli uomini della banda. La polizia è riuscita a recuperare alcuni oggetti di valore rubati nelle abitazioni.
La banda, molto pericolosa, si era insediata su due quartieri generali, entrambi ad Assisi, nella vicina periferia, dove organizzavano gli incontri per mettere a punto i colpi e le strategie.


