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Arpa, Ganapini ascoltato in commissione. Nevi punta il dito sullo “scaricabarile” del direttore

Doveva essere il giorno dell’atteso confronto: da una parte il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Raffaele Nevi che da mesi sta chiedendo chiarimenti su Arpa e sulla volontà di chiudere la sede di Terni e delocalizzare, dall’altro il direttore dell’Arpa, Walter Ganapini, ascoltato in audizione in prima commissione. Ma il “chiarimento” non c’è stato tanto che Nevi a margine della riunione dice che “ad un certo punto mi sembrava di sognare”.
L’audizione della commissione presieduta da Andrea Smacchi, si era aperta con l’intervento dell’assessore regionale alle riforme, Antonio Bartolini. L’assessore ha spiegato che “è allo studio della Giunta un pacchetto complessivo di riforme all’interno delle quali è prevista anche quella dell’Arpa. Già nella riunione di lunedì prossimo affronteremo questo tema. Anche perché dobbiamo adeguare la normativa regionale alla legge nazionale 132 del 28 giugno 2016 ‘Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale’. La norma, tra le altre cose, prevede per le agenzie regionali di riportare nella competenza dell’Assemblea legislativa tutto quello che era stato lasciato ai regolamenti, compresa l’organizzazione dell’ente. Quindi anche eventuali elementi di non chiarezza dell’attuale legge regionale legati ai dipartimenti potranno essere chiariti, anche per andare verso una dipartimentalizzazione territoriale e non per macro funzioni”.
Quindi è stata la volta del direttore Ganapini che ha ricordato come “l’Arpa, in un periodo di risorse decrescenti, ha avviato un percorso riorganizzativo, come molte altre agenzie regionali, per recuperare efficacia e efficienza, eliminando sprechi e duplicazioni di funzioni. Così ora abbiamo una struttura non più piramidale ma flessibile – h detto Ganapini – in una logica multi sito, che ci ha consentito di aumentare le nostre prestazioni, perseguendo la strada del potenziamento e del radicamento con il territorio, anche grazie ad un rapporto constante con i comuni. E tutto il percorso è stato sempre condiviso con i nostri stakeholders, con il personale (su 307 persone in Arpa non sono stati espressi voti negativi e solo 5 astensioni) e con tutte le sigle sindacali che hanno approvato la riorganizzazione”. Ganapini ha spiegato che “il regolamento che ha modificato l’assetto organizzato di Arpa ha risposto perfettamente alla legge istitutiva modificando i dipartimenti provinciali in dipartimenti territoriali, con la nuova macrostruttura che ha definito le aree dipartimentali Umbria sud e Umbria nord che ricalcano le aree delle due Asl umbre. Abbiamo combattuto l’abbandono tendenziale del territorio da parte di Arpa, potenziando il personale dei 9 distretti; non c’era un censimento accurato di tutte le sorgenti emissive, una classificazione di priorità per intervento delle scarse risorse che avevamo”. Secondo il direttore Arpa ha raddoppiato le attività ispettive e di controllo su operatività e efficienza. “Abbiamo ridotto i costi dell’Agenzia – ha detto ancora Ganapini – raddoppiando la produttività e investito in alta strumentazione che è il futuro dei controlli”.
Per nulla soddisfatto Raffaele Nevi (FI). “Per giustificare le polemiche – spiega Nevi – e la nefasta organizzazione che ha messo in campo, accentrando su poche persone tutti i poteri e abolendo di fatto i dipartimenti territoriali, Ganapini ha detto, in sostanza, di averlo fatto perché ha trovato un’Agenzia in pessime condizioni, che non faceva bene il proprio mestiere, poco credibile agli occhi esterni anche a causa delle inchieste che l’avevano colpita”.
“Dopo l’audizione – prosegue Nevi – mi viene da pensare che la precedente gestione, con Marini presidente della Giunta, Rometti assessore all’Ambiente e Piccioni direttore, è responsabile quanto meno di non aver controllato l’operato dei precedenti amministratori e dirigenti. La qual cosa è di una gravità inaudita. Comunque anche se quello che ha detto Ganapini fosse vero non si giustificherebbe questa pervicace volontà di rivoluzionare una organizzazione interna su base dipartimentale che è prevista dalla legge regionale e che, semmai, spetta cambiare all’Assemblea legislativa e non al direttore. Alla luce di quanto detto da Ganapini viene poi da chiedersi come mai, nonostante un pesante giudizio sul passato, non è stata comminata alcuna sanzione ma anzi sono state mantenute tutte le spettanze di retribuzione a ex direttori e dirigenti”.
“Comunque – conclude Nevi – è stato interessante avere tante informazioni che metteremo a verifica anche con i sindacati dei lavoratori per capire il loro punto di vista e comprendere fino in fondo cosa è successo e sta succedendo dentro l’Arpa che per noi è fondamentale per l’ambiente e la salute dei nostri concittadini”.

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