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Acea vuole ampliare i rifiuti da bruciare, sindaco e assessore contrari. “No inc” scende in piazza

TERNI – Acea vuole bruciare i rifiuti urbani. La società ha pubblicato su alcuni quotidiani l’avviso pubblico per la modifica degli elaborati del progetto per l’estensione delle tipologie di rifiuti non pericolosi da avviare a recupero energetico nell’inceneritore di Maratta Bassa.

Acea avrebbe già inoltrato una istanza di valutazione di impatto ambientale (Via) in tal senso. Il sindaco di Terni, Latini, e l’assessore all’Ambiente, Salvati hanno subito chiarito che: “l’Amministrazione comunale di Terni in maniera chiara e netta, ribadisce la propria posizione contraria rispetto al recupero energetico tramite incenerimento del rifiuto”.

“Gli inceneritori utilizzati solo al fine di ricavare profitto economico per i proprietari, con un rilevante impatto ambientale – hanno aggiunto sindaco e assessori – non sono più compatibili con le esigenze del nostro Comune e con la salute dei nostri cittadini”.

“Per questo chiediamo ad Acea di valutare la possibilità di ritirare l’istanza di Valutazione d’Impatto Ambientale relativa alla modifica dei codici CER dei rifiuti gestiti attraverso la quale il termovalorizzatore di Maratta potrebbe, alla fine dell’iter autorizzatorio, mandare ad incenerimento rifiuti speciali per un totale di 30mila tonnellate annue derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti stessi, principalmente costituiti da scarti provenienti dalla raccolta differenziata, come riportato stamattina nell’avviso fatto pubblicare da Acea su alcuni quotidiani”.

“In caso contrario – continuano Latini e Salvati – rappresenteremo la nostra posizione contraria nella procedura demandata per legge alla Regione Umbria, perché comunque dovrà essere chiaro che nessuna decisione sull’ambiente e sulla salute dei ternani dovrà e potrà essere presa contro il volere dei cittadini”.

Il programma della giunta “Per quel che riguarda la gestione dei rifiuti, vogliamo essere altrettanto chiari – continuano il sindaco e l’assessore all’ambiente – il nostro programma è il seguente in ordine di priorità: riduzione, riutilizzo, riciclaggio e recupero. Lo scenario dunque non può che essere quello di una raccolta differenziata spinta nei numeri, ma anche nella qualità con l’applicazione di una tariffazione puntuale basata sul presupposto che una parte della tariffa viene calcolata sul principio che ogni cittadino paga in base a quanti rifiuti produce.

Questa tariffazione incentiva i comportamenti virtuosi e rappresenta un fattore determinante nella riduzione della quantità dei rifiuti prodotti. La tariffa puntuale in aggiunta ad una incentivazione alla pratica del compostaggio domestico, alla pratica del vuoto a rendere e, viceversa, ad una penalizzazione di tutte le forme di “usa e getta”, rappresentano strumenti fondamentali per perseguire gli obiettivi che c’interessano e che peraltro sono quelli richiesti anche dalla UE. Dove c’è stata la volontà politica di percorrere questa strada i risultati non sono mancati, anche in città più grandi della nostra. Con la piena attuazione di questo tipo di gestione dei rifiuti, il quantitativo di materiali che necessita di un trattamento finale può essere ridotto in maniera drastica e gli impianti di incenerimento diventano prima marginali, poi inutili nella chiusura del ciclo”.

“L’amministrazione comunale si farà dunque portavoce in tutti i tavoli Istituzionali del concetto base secondo il quale l’obiettivo principale di qualsiasi politica in materia deve essere quello di ridurre al minimo le conseguenze negative della produzione e della gestione dei rifiuti per la salute umana e l’ambiente”.

Il comitato No Inceneritori Terni Il comitato No inceneritori Terni annuncia per sabato prossimo, 8 dicembre, un presidio sotto Palazzo Spada. “Acea vuole bruciare i rifiuti urbani – dice il comitato – La giunta comunale, col suo piano di privatizzazione di Asm, gli spiana la strada”.

Secondo il comitato No inc: “L’attuale Giunta Latini, in continuità con la precedente, decide di scegliere Acea come socio privato di Asm, e poi dice che si opporrà alla richiesta della stessa di bruciare i rifiuti urbani (la frazione secca) nel suo inceneritore di Terni. Davvero curiosa questa dinamica!! Suona davvero come una presa in giro”.

Come sempre, come in passato con il Sindaco Di Girolamo, non ci aspettiamo granché – prosegue il comitato No inceneritori – tanto più che la classe dirigente della città, in modo trasversale, spiana la strada a chi, come Acea, vuole il nostro territorio come semplice strumento di espansione. Ricchi profitti per alti dividendi da dare non solo al Comune di Roma, ma a tutti gli altri azionisti privati.

Siamo anche curiosi di vedere cosa faranno e diranno la Presidente Marini e il Vice Paparelli che poco tempo fa, proprio in merito a questa richiesta di Acea, si dissero fermi oppositori, “ai posti di combattimento” l’una per non far arrivare” nemmeno un chilo di rifiuti” l’altro.

Noi come sempre invaderemo le strade della nostra città, partendo con il presidio di sabato 8 dicembre alle 16.30 sotto Palazzo Spada. Sarà l’occasione per rilanciare ulteriormente la battaglia per Asm pubblica e opporci alle volontà di Acea che pretende, perché le è stato concesso, di avere un atteggiamento proprietario verso la nostra città”.

Le reazioni della politica:
Gentiletti (Senso civico): “Al sindaco e all’assessora all’Ambiente Salvati che si dichiarano contrari all’estensione delle tipologie di rifiuti per l’incenerimento e fingono di fare la voce grossa con Acea, ricordo che questa amministrazione ha esteso le possibilità di incenerimento, rigettando gli emendamenti dell’opposizione in sede di presentazione del Dup. Invece di fare proclami stampa, chi governa ha il dovere di realizzare politiche concrete per promuovere l’economia circolare e per rendere non economico l’incenerimento di rifiuti. Dire non siamo d’accordo e faremo sentire la nostra voce in Regione è certamente apprezzabile ma iniziativa alquanto debole e non sufficiente. Tantomeno è credibile questa dialettica con Acea artatamente conflittuale, viste le operazioni annunciate dall’assessore alle Partecipate Dominici sulla privatizzazione dell’acqua”.

Thomas De Luca (M5S): “”Terni ha detto no. Settemila persone sono scese in piazza – dichiara il consigliere comunale dei Cinque Stelle Thomas De Luca – per dire basta all’incenerimento, voltare definitivamente una pagina nera della storia della città. Non c’è spazio di mediazione, non c’è possibilità di trattativa sulla salute dei cittadini.
In totale contrasto con gli indirizzi approvati dall’assemblea di Roma Capitale, Acea sta perseverando nella strada del nuovo iter autorizzativo. La nostra pazienza è finita, nessuno può più permettersi di fare il pesce in barile di fronte a linee politiche chiare che fanno parte del patrimonio genetico del M5s. La città prima di tutto, prima di ogni appartenenza partitica, prima della politica politicante.

L’avviso presentato da Acea è la sveglia che serviva, per ricordare che a Terni due inceneritori ci sono già, sono attivi e che bruciano i rifiuti prodotti dalle cartiere toscane. Impianti che ogni giorno continuano a irrorare polveri nell’atmosfera senza essere disturbati da alcuna ordinanza antismog. Per ricordare che la stessa Acea, a cui qualcuno vorrebbe affidare Asm e tutti gli asset strategici dei ternani, è anche proprietaria di uno dei due inceneritori. Rammentare che esiste chi continua a dare spazio all’idiozia che si possa fare la raccolta differenziata per poi bruciare meglio la monnezza. Che l’assenza volontaria della Regione Umbria sul tema dell’impiantistica per il trattamento dell’indifferenziato è la strategia per spalancare le porte ad una prossima emergenza rifiuti.

Una sveglia per ricordare che, oltre alle sciocchezze che hanno monopolizzato la discussione politica delle ultime settimane, esistono i problemi reali e concreti. Terni deve essere pronta ad una nuova mobilitazione generale, noi siamo pronti a sostenerla con azioni eclatanti senza precedenti”.

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