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Abusi sessuali sulle figlie minorenni: arrestate due mamme

TERNI – Due mamme, una di Terni e una di Reggio Emilia, sono state arrestate dalla polizia postale della Toscana insieme a un uomo di 40 anni di Grosseto, compagno della ternana. Le due donne avrebbero commesso abusi sessuali sulle figlie fin dai primissimi anni di età al fine di realizzare foto a carattere pedo-pornografico che poi sarebbe stato divulgato su piattaforme di messaggistica tipo Telegram e Whatsapp. I tre sono accusati di reati di pornografia minorile e violenza sessuale su minori.

Le indagini dell’operazione, denominata “Dark ladies”, volte a verificare la presenza sul territorio italiano di alcuni utenti attivi all’interno di gruppi a “tema pedofilo” presenti sul circuito di messaggistica istantanea Telegram, hanno portato, lo scorso agosto, all’esecuzione di una perquisizione a carico dell’uomo che è stato tratto in arresto per aver divulgato e detenuto un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. 

Le indagini dell’operazione, denominata “Dark ladies”, volte a verificare la presenza sul territorio italiano di alcuni utenti attivi all’interno di gruppi a “tema pedofilo” presenti sul circuito di messaggistica istantanea Telegram, hanno portato, lo scorso agosto, all’esecuzione di una perquisizione a carico dell’uomo che è stato tratto in arresto per aver divulgato e detenuto un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. 

Le indagini dell’operazione, denominata “Dark ladies”, volte a verificare la presenza sul territorio italiano di alcuni utenti attivi all’interno di gruppi a “tema pedofilo” presenti sul circuito di messaggistica istantanea Telegram, hanno portato, lo scorso agosto, all’esecuzione di una perquisizione a carico dell’uomo che è stato tratto in arresto per aver divulgato e detenuto un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. 

Le indagini sono partite dalla perquisizione a carico dell’uomo che è stato tratto in arresto per aver divulgato e detenuto un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.  La successiva attività investigativa a portato alla luce l’esistenza delle chat sulle piattaforme utilizzate per la condivisione del materiale fino ad arrivare, attraverso l’attività sotto copertura, a individuare alcuni utenti stranieri e a risalire alla condotta delle due donne arrestate oggi.

Le bambine, affidate ai servizi sociali, si trovano ora in strutture protette.

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