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Aborto farmacologico in day hospital, l’Umbria un caso nazionale. Il ministro Speranza chiede un parere

Sta facendo discutere a livello nazionale la decisione della Regione dell’Umbria che n Umbria l’aborto farmacologico non potrà più avvenire in day hospital. Le donne che vorranno prendere la pillola abortiva dovranno sottoporsi ad un ricovero di tre giorni in ospedale.

La delibera, approvata dalla giunta regionale, abroga in modo definitivo la sperimentazione dell’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in regime di day hospital, adottata dalla precedente amministrazione regionale. La legge 194 prevede il ricovero ospedaliero, ma lascia alle singole Regioni la facoltà di muoversi in maniera diversa. Così in Umbria, nel 2018, era stata introdotta la possibilità di abortire con la pillola RU486, entro la settima settimana di gravidanza, in day hospital e con terapia domiciliare. Da adesso in avanti, le Ivg farmacologiche dovranno essere effettuate in ricovero ospedaliero di 3 giorni.

La decisione ha scatenato le reazioni dell’opposizione. Alcune deputate del partito democratico hanno chiesto l’intervento del ministro Speranza che, a sua volta, ha chiesto un nuovo parere al Consiglio Superiore di Sanità. L’ultimo parere sulle modalità di somministrazione della pillola abortiva Ru486 era stato espresso nel 2010 dal Css, che raccomandava il ricovero ordinario lasciando però, in ultima istanza, alle Regioni la possibilità di decidere sulle procedure.

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