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In 6500 fedeli dall’Umbria a piazza San Pietro per il Giubileo delle Corali con il Papa

Sono partiti di mattina presto per non mancare all’appuntamento con il Papa. Da tutta l’Umbria oggi si sono mossi 6500 fedeli per il pellegrinaggio giubilare. A quattro settimane dalla conclusione del giubileo della Misericordia, in piazza San Pietro, gremita da 100 mila fedeli provenienti da diversi Paesi del mondo, c’erano anche le otto Chiese diocesane dell’Umbria. Ad accompagnare i 6500 pellegrini i loro vescovi e diversi rappresentanti delle istituzioni civili.
Una partecipazione – sottolinea una nota della Ceu, la Conferenza episcopale umbra – che è andata oltre tutte le previsioni creando anche qualche disagio nell’organizzazione, superato grazie all’entusiasmo degli stessi partecipanti che non hanno voluto mancare a questo importante evento di fede.
Il pontefice, nel rivolgere il suo caloroso benvenuto ai fedeli di numerose diocesi italiane presenti, ha menzionato, in particolare, quelle dell’Umbria e gli sbandieratori di Gubbio. Papa Francesco, nel suo tradizionale giro in auto in piazza San Pietro prima della catechesi, è stato salutato anche dalle note della banda musicale “Anni Verdi” di Fabro, nella diocesi di Orvieto-Todi, diretta dal maestro Emanuele Ragni e accompagnata dal parroco don Domenico Cannizzaro.
Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Ceu, rientrato dalla Terra Santa nella serata di venerdì 21 ottobre ha presieduto la celebrazione eucaristica a conclusione del pellegrinaggio giubilare regionale ad Petri Sedem nella chiesa di San Gregorio VII in Roma della comunità dei Francescani minori dell’Umbria, ringraziando quanti hanno collaborato all’organizzazione di questo grande evento ecclesiale. In particolare ha ringraziato per la loro presenza quanti vivono nelle Opere segno delle Caritas dell’Umbria, in primis i giovani della Casa di accoglienza in Kosovo attivata nell’autunno del 1999, all’indomani della fine del conflitto nei Balcani. Il porporato ha annunciato anche l’imminente arrivo, presso una struttura della Caritas diocesana di Perugia, di una famiglia sfuggita dalla guerra nel suo Paese, che andrà ad aggiungersi alle centinaia di profughi accolti nelle diocesi umbre in quest’ultimo anno di emergenza umanitaria.

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