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Treofan, i sindacati: “Comportamento scandaloso della Jindal, intervenga il Governo”

TERNI – Tornano a sollecitare un intervento del Governo entro il 6 febbraio, termine ultimo della procedura di liquidazione, i sindacati in merito alla vertenza Treofan chiedendo all’esecutivo di verificare la regolarità
delle operazioni fatte da Jindal e ponendo in atto iniziative per il mantenimento in vita dell’azienda ternana e della sua continuità produttiva.

Nel mirino, in partiolare l’azione della multinazionale proprietaria della Treofan che nei giorni scorsi ha firmato un accordo per acquisire la società brianzola ‘Domo Films Solution’, specializzata nella produzione di film in poliammide. La chiusura dell’operazione è prevista verso la fine del primo trimestre di quest’anno. Tempi che non convincono i sindacati.


“Prima si è vista l’acquisizione da parte di Jindal nel 2018 di Treofan, la chiusura del sito di Battipaglia – dicono i sindacati – il successivo spostamento infragruppo di ordini da Terni allo stabilimento di Brindisi,
infine l’annuncio a Novembre 2020 della chiusura di Terni con l’avvio delle procedure di liquidazione e di licenziamento collettivo dei 147 dipendenti. Tutto ciò risulta davvero pesante da accettare!”


Dopo mesi di lotta dei lavoratori dello stabilimento di Treofan Terni e delle organizzazioni sindacali a tutti i livelli siamo di nuovo a denunciare atti e politiche scandalose messe in atto da Jindal nel nostro Paese – continuano i sindacati – Il comportamento della Jindal è stato da parte nostra sin da subito denunciato e contrastato; ora è divenuto davvero in forte contrasto con il senso di responsabilità ed è andato contro ogni buona norma di comportamento a dispetto di corrette e normali relazioni industriali e istituzionali. Il sindacato non si ferma e chiediamo ancora una volta al Governo di intervenire entro il 6 febbraio termine ultimo della procedura di liquidazione verificando immediatamente la regolarità delle operazioni fatte da Jindal e ponendo in atto iniziative per il mantenimento in vita dell’azienda ternana e della sua continuità produttiva”.

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