Attualità

Terni, scuola Trebisonda: il Tar dà ragione ai genitori contro il Comune

TERNI – I genitori dei bambini della scuola materna Trebisonda vincono la loro battaglia con il Comune. Il Tar, accogliendo il loro ricorso, in ordine alla domanda di iscrizione per l’anno in corso, ha ordinato “al responsabile del servizio scolastico del Comune di Terni di provvedere, nel termine di trenta giorni, all’adozione delle proprie determinazione all’istanza presentata dai ricorrenti”.

In particolare, il collegio del tribunale amministrativo ha riconosciuto che “gli atti di riorganizzazione dei servizi educativi adottati dall’amministrazione comunale di Terni nel corso del 2016 non riguardano la richiesta iscrizione all’anno scolastico 2017/2018 né rappresentano la statalizzazione della scuola in esame”.

In sostanza tre genitori volevano far iscrivere i figli al plesso scolastico, senza ricevere feedback positivi in merito da parte del Comune, dopo l’annuncio dell’estate precedente sulla progressiva chiusura della scuola materna con successiva statalizzazione.

Secondo i giudici del Tar chiarisce che il Comune avrebbe dovuto rispondere alle richieste di iscrizioni alla Trebisonda con atti specifici, chiarendo nel dettaglio le sorti della scuola materna, perché “l’obbligo della pubblica amministrazione di provvedere su un’istanza è configurabile ogni qual volta in relazione al dovere di correttezza e di buona amministrazione della parte pubblica, sia riscontrabile in capo al privato una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni di quest’ultima”.

Nonostante la pronuncia favorevole, restano comunque i problemi, a cominciare dalla stessa statalizzazione. Secondo i rappresentanti del Cosec non risulta alcuna documentazione che attesti questo percorso. Resta inoltre aperta la questione delle insegnanti di sostegno. A causa del predissesto, il Comune impossibilitato ad assumere ha chiesto una deroga al ministero.

Sulla questione interviene il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Angelica Trenta: “A questo punto riteniamo doveroso – dice – che i dirigenti e gli assessori che hanno clamorosamente sbagliato con tanto di perseverare accanitamente in pratiche contra legem si offrano di pagare le spese legali addebitate al Comune, visto anche lo stato delle casse comunali gravato da buchi in bilancio e debiti accumulati in anni di amministrazione a guida Pd”.

Sulla vicenda non ha tardato ad arrivare la presa di posizione del Comune. “L’Amministrazione Comunale, in particolare la direzione scuola e l’avvocatura dell’Ente, approfondiranno tutti gli aspetti formali e procedurali della sentenza del Tar sulla Trebisonda, che comunque non cambia la sostanza delle cose – ha detto l’assessore alla scuola Tiziana De Angelis – la statalizzazione si è conclusa con successo, in tutti i suoi aspetti, compreso quello della dotazione organica. Il diritto allo studio è stato garantito e questo è l’interesse primario sia da parte del Comune che delle famiglie”

“La statalizzazione della Trebisonda – ha proseguito l’assessore – arriva nell’ambito del piano di razionalizzazione e di eliminazione delle sovrapposizioni tra Comune e Stato, soggetto quest’ultimo al quale fa carico costituzionalmente la pubblica istruzione. Il Comune si è mosso con l’obiettivo, raggiunto, di non sopprimere la scuola, lasciando così ai bambini e alle loro famiglie la possibilità di proseguire in quel contesto sociale, in un ambito che sicuramente costituisce un valore per tutti. Già ad agosto del 2016 l’Amministrazione Comunale ha comunicato alle famiglie in percorso in atto, dicendo di esserci comunque la possibilità di una iscrizione alla stessa Trebisonda, cosa che la quasi totalità delle famiglie ha fatto, in un clima collaborativo che ha permesso di gestire, con la dovuta attenzione, anche le situazioni più complesse, come quelle di bambini con problemi di disabilità”.

“Sfuggono dunque le ragioni di un ricorso al Tar – ha detto l’assessore – che sembra più incentrato su questioni ideologiche che di sostanza, tenendo conto che il servizio non solo rimane nella sua essenza ma anche nella sua natura, pubblico era con il Comune pubblico rimane con lo Stato. Voler continuare a chiedere al Comune servizi che non fanno parte della sua vocazione e dei suoi compiti vuol dire solo pretendere di distrarre risorse umane ed finanziarie che invece devono essere concentrate nei servizi che non possono essere garantiti da altri soggetti pubblici e che sono fondamentali per la comunità cittadina”.

“Il Comune di Terni – ha concluso l’assessore De Angelis – ha sempre lavorato per garantire il diritto allo studio, collaborando con lo Stato, con le istituzioni scolastiche, con la dirigenza scolastica, affinché la rete della pubblica istruzione sia ampia e diffusa sul territorio comunale, arricchita di servizi che vanno dalla ristorazione di qualità all’assistenza e all’accoglienza”.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button