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Sangemini e Amerino: i lavoratori ancora in piazza. De Rebotti: “Proprietà presenti piano industriale”

Domani dalle 9.00 alle 12.00 i lavoratori di Sangemini e Amerino scenderanno nuovamente in piazza, stavolta ad Acquasparta, davanti ai cancelli dello stabilimento Amerino e poi sotto la sede del Comune, per continuare la loro campagna di protesta e sensibilizzazione nei confronti di una proprietà, Acque minerali d’Italia, che resta silente.

Ma i lavoratori si rivolgono anche alla Regione Umbria, chiamata a prendere una posizione netta in questa vicenda nella quale sono in gioco 85 posti di lavoro e il futuro di marchi storici dell’industria alimentare della nostra regione. 

Intanto sulla vicenda interviene il sindaco di Narni Francesco De Rebotti:

“La situazione drammatica della Sangemini, dopo la mobilitazione e i numerosi appelli di sindacati e lavoratori deve necessariamente ed immediatamente impegnare le istituzioni su due punti ormai chiari”.

Il primo chiedere con decisione e fermezza, attraverso il Mise e la Regione, la messa a disposizione a tutti i soggetti firmatari dell’accordo del 2018, del piano industriale in concordato che, si dice, verrà prossimamente depositato dalla proprietà. Ciò affinché siano resi evidenti i contenuti del piano stesso per verificarne la corrispondenza con gli impegni sottoscritti nel 2018 in quell’accordo sofferto di cui mai si ha avuta la disponibilità di seguire nella sua attuazione, malgrado quanto stabilito nero su bianco.

Il secondo, tenendo conto della permanente indisponibilità della proprietà a rendere noti e discutere i contenuti del piano, a chiedere che si attrezzi immediatamente un tavolo tecnico partecipato da Regione e Mise per individuare un piano alternativo, di collocazione sul mercato della produzione che, ricordo, attiene alla gestione di un bene pubblico come l’acqua, oggetto di concessione pubblica.

Non si può perdere più inutilmente tempo, va richiamata la proprietà alle sue precise responsabilità ed in contemporanea individuata una via d’uscita fortemente sostenuta in punta di diritto, nel coinvolgimento degli attori principali del mercato, nella predisposizione di elementi a sostegno all’occupazione e all’investimento.

La Sangemini – conclude de Rebotti – è un patrimonio della nostra regione, così come la sua storia industriale. Così come è internazionalmente riconosciuto lo storico marchio, la qualità del prodotto ed il profondo attaccamento delle maestranze e delle comunità locali alla fabbrica. Per questi motivi sono indispensabili azioni concrete come quelle suggerite”.   

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