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PalaTerni, il Centro Malfatti: “Chi paga le demolizioni dei capannoni inutilizzati da anni?”

”Secondo le delibere municipali le opere di demolizioni dei capannoni utilizzati dagli operatori ortofrutticoli sono a carico dei grossisti stessi.
Cosa che non certo nota all’amministrazione comunale c’è uno stabile, già da anni pericolante poiché parte della copertura leggera non è più presente, non è utilizzato da oltre venti anni. Quindi chiediamo chi dovrà sobbarcarsi le spese dei capannoni non utilizzati poiché le aziende sono da anni fallite o hanno cessato l’attività”.

A parlare è il Centro studi Malfatti che interviene sui lavori in corso al foro Boario per la realizzazione del PalaTerni. Lavori cominciati con la demolizione dei capannoni che hanno ospitato per anni i grossisti ortofrutticoli.

“Crediamo che in tal caso il costo sarà sostenuto dall’amministrazione stessa, e che tali costi siano già stati calcolati e non dover essere aggiunti in un secondo momento, andando ad aumentare la parte spese del Comune – continua il centro Malfatti – Nel caso anche di aziende con fallimenti aperti non riteniamo che i curatori abbiano le liquidità per sostenere le spese e non sarebbe giusto che debbano sostenere in quota gli altri operatori per demolire tutte le strutture.

Oppure – si legge ancora nella nota del Centro – visto che la realizzazione del PalaTerni e tutti gli annessi viene costruito con il finanziamento di 2 o più catene commerciali, esse stesse possono sostenere il costo.

Crediamo inoltre che la nostra città abbia bisogno di posti di lavoro e non di
nuovi centri commerciali ( per spendere occorre di avere i soldi). L’apertura di centri commerciali porta a qualche assunzione ma sempre a un numero minore causato dalla chiusura delle piccole attività.

Vedasi i proclami assunzione con il raddoppio del Centro Commerciale Cospea, piano superiore chiuso, attività chiuse e locali sfitti al piano terra.
Siccome da voci sembrerebbe che sia il Conad, uno dei finanziatori, crediamo – conclude il Centro Malfatti – che a lavori ultimati trasferiscano li il Centro Commerciale Pianeta in quanto per vicinanza e popolazione ternana, non sarebbero coperte le spese di entrambi lasciando l’attuale struttura di Cospea un ammasso di cemento vuoto”.

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