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Ospedale di Spoleto riconvertito covid, il sindaco annuncia ricorso al Tar, preoccupato l’arcivescovo

SPOLETO – “Chiarisco subito che procederemo lunedì 26 ottobre con il deposito del ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale), chiedendo che finalmente sia fatta chiarezza in una situazione che sta cominciando ad essere grottesca e pericolosissima”. Il sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis non ci sta e annuncia il ricorso al tribunale amministrativo regionale contro l’ordinanza della presidente Tesei che prevede la riconversione del “San Matteo degli Infermi” in ospedale Covid.

“Mi rivolgo non solo agli abitanti di Spoleto – ha detto il sindaco in un videomessaggio – ma anche a quelli della Valnerina, i cui organi di governo hanno assunto una posizione molto ferma sulla questione della chiusura dell’ospedale e del pronto soccorso di Spoleto e sulla sua riconversione a ospedale Covid. Sottolineo che non siamo affatto campanilisti: noi stiamo difendendo una struttura essenziale per la salute e per la vita dei cittadini. Da questa mattina il pronto soccorso è chiuso e riaprirà, secondo le disposizioni dell’ordinanza n° 67 firmata dalla Presidente Donatella Tesei, a febbraio 2021. Nel frattempo non è ben chiaro a chi debba rivolgersi chi ha bisogno di ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Il primo cittadino ha poi chiarito come non sia “un fatto di campanile. Qui stiamo parlando esclusivamente della salute di tutti coloro che sono gli utenti potenziali e reali della struttura di pronto soccorso e, quindi indirettamente, dell’ospedale”.

Sulla vicenda interviene anche la curia arcivescovile:

“L’Arcivescovo condivide la preoccupazione della cittadinanza e delle Autorità civili circa la continuità del servizio garantito dall’Ospedale San Matteo degli Infermi, che costituisce un prezioso e qualificato punto di riferimento non solo per la città di Spoleto ma anche per i Comuni limitrofi e della Valnerina”, si legge in una nota.

“Pur comprendendo la necessità di provvedimenti eccezionali per rispondere all’emergenza sanitaria in atto – prosegue il comunicato – auspica che le competenti Istituzioni regionali, alla luce delle norme a tutela della salute del territorio, prestino la giusta attenzione al sentire popolare evitando decisioni che possono avere come conseguenza un ulteriore impoverimento di questa parte di Umbria già gravemente ferita dal terremoto del 2016.

Di fronte all’attuale grave crisi sociale ed economica, nella quale la questione dell’Ospedale assume una particolare rilevanza, è necessario che prevalga la ricerca del bene di tutti, frutto di un dialogo civile e rispettoso e attento ai bisogni reali delle persone”.

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