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Leonardo, Terni e i sospetti. Luca Tomio si toglie i sassolini dalle scarpe

TERNI – E’ amareggiato ma anche battagliero Luca Tomio, autore di una ricerca su un disegno di Leonardo che, secondo i suoi studi, ritrarrebbero la Cascata delle Marmore. Alla vigilia della pubblicazione di questa sua scoperta sul Bollettino d’arte, ossia la pubblicazione con cui il Mibact, il ministero dei Beni e delle attività culturali, certifica i capolavori italiani, è accaduto un fatto che stoppa tutto.

Alla redazione del Bollettino sarebbe arrivata una segnalazione anonima con l’articolo dell’architetto Miro Virili, comparso su “Memoria Storica”, uscito in ambito locale, relativo alla scoperta ha provocato lo stop della pubblicazione sul Bollettino perché qualsiasi rivista scientifica a carattere nazionale e/o internazionale non pubblica argomenti trattati in altri ambiti.

“Non vorrei entrare nel merito delle insipienze della più elementare educazione che vige in ambito scientifico nazionale e internazionale, cose partite da una provincialissima Terni – dice Tomio – sono molto fiducioso del profilo istituzionale che ho sempre tenuto in questa vicenda e nell’appello che ho inviato alla direzione del Bollettino d’arte”.

Questo in realtà non è il primo ostacolo che Tomio ha incontrato a Terni con la sua ricerca.

“A conti fatti – dice – dopo due anni l’errore di fondo è stato mio: l’errore di concedere a questa città un’anticipazione di due anni sull’ufficializzazione della scoperta, di cui Terni non ha saputo fare nulla. Quando io arrivai qui, due anni fa, non arrivai con persone qualunque ma con il direttore generale della ricerca scientifica del Mibact, con Cristina Acidini, con Vittorio Sgarbi che in amicizia sostenne l’iniziativa. Pensavo che fin dall’allora la città capisse che la scoperta era solida. La solidità dal punto di vista scientifico è un percorso lungo: i due anni per arrivare al Bolletino d’arte sono quelli standard delle protocollazioni scientifiche a livello nazionale”.

Tomio si toglie i sassolini dalle scarpe. ” Il vantaggio che avevo dato a Terni – dice – lo avevo fatto per amore della città, sono sposato con una ternana e ho figli che ho deciso di far crescere qui. Ho cercato di dare un vantaggio alla città che invece si è tradotto in un Vietnam e ciò, non solo per la superficialità provinciale, per i sospetti di boicottaggio, ma soprattutto per la mancanza di lucidità delle istituzioni di capire che, venendo io con istituzioni scientifiche, avrebbero dovuto mettere al riparo la scoperta da speculazioni di bassissimo livello come quelle che hanno provocato lo stop in fase di pubblicazione sul Bollettino. Nonostante qualcuno addirittura arrivi a ipotizzare fantasmagoriche dietrologie, il Bollettino d’arte aveva formalmente già accettato il mio testo con quattro referaggi ed era in fase di pubblicazione. Non so se chi ha fatto questa cosa preferisce passare per ignorante o qualcosa di peggio”.

Il critico d’arte si abbandona a un’analisi più ampia sulla città.
“Terni – dice Luca Tomio – è sotto gli occhi di tutti, ha bisogno di rilancio totale. Deve uscire da questo provincialismo. Comincio a sospettare – perché ne ho i fondati motivi – che questa scoperta, che era e può essere volano della città, all’inizio e nel corso del tempo è stata stoppata perché c’è qualcuno che, forse, non vuole che Terni sia una città d’arte, di cultura, di ambiente, archeologia. Se qualcuno vuole trasformare quella che è sempre stata solo una battaglia scientifica che ho dovuto combattere stranamente contro i ternani e non a Firenze a cui ho sottratto il disegno, anche in una battaglia politica, allora io gli vado incontro perché sono io che chiedo chi è che a Terni non vuole una città fatta d’arte, di cultura, di archeologia, di ambiente, chi è che non vuole utilizzare una scoperta come questa e altre possono esserci? In Valnerina, per esempio, ho fatto altre ricerche ma lì ho trovato una mentalità diversa. Ci sono sindaci a Ferentillo, a Scheggino, più lungimiranti e lì, non a caso, il turismo è in crescita. A Terni no, anche in controtendenza rispetto alla forza nazionale. Se questa mia ricerca è stata stoppata perché qualcuno non vuole politicamente che questa città sia anche artistica, culturale allora diciamocelo perché se c’è da scendere in piazza, scendiamo in piazza. I vuoti vanno colmati”.

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