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Gubbio, Barbetti e Colacem al sindaco:”Bene l’incontro sull’ecodistretto ma occhio alle contraddizioni”

GUBBIO – Barbetti e Colacem scrivono al sindaco sul cosiddetto ecodistretto e sulle fonti di inquinamento. “Nei giorni scorsi le società Barbetti e Colacem – si legge nella lettera – sono state invitate da lei e dall’assessore all’Ambiente ad una videoconferenza sul cosiddetto “ecodistretto”, coinvolgendo l’amministrazione regionale, provinciale, gli enti di controllo (Usl, Arpa), I’Auri, il Comitato No CSS, l’Isde.

L’obiettivo dichiarato e avviare un progetto di studio per “certificare lo stato di salute della nostra qualità della vita in relazione ai diversi fattori di pressione ambientali presenti nel nostro contesto”.

La informiamo che a rappresentare le due società del cemento e l’intera realtà industriale del territorio ci sarà Confindustria Umbria nelle persone del direttore generale dott. Elio Schettino e del responsabile Ambiente e Sicurezza dott. Andrea Di Matteo.

Sindaco, lei sa molto bene quanto le nostre aziende siano da sempre impegnate sui temi ambientali, non facendo filosofia ma agendo con investimenti, ricerca, professionalità e manifestando concretamente ampissima apertura al dialogo e confronto con chiunque. Quindi, bene analizzare, approfondire, implementare progetti per conoscere lo stato di salute di un contesto. Le ricordiamo che questo va fatto con capacità e grande attenzione, con le redini salde in mano alle istituzioni e agli enti di controllo deputati, poiché cavalcare fake news o prestare il fianco a spinte irrazionali e populiste crea problemi, anche alla stessa idea di democrazia, come ben sappiamo.

Il suo lodevole intento di conoscere con maggiore profondità le matrici ambientali del territorio eugubino si scontra in tutta evidenza con contraddizioni sulle quali la invitiamo a riflettere. Da moltissimi anni ben 5 centraline Arpa monitorano ogni giorno il territorio di Gubbio in merito a polveri fini (PM 10 e 2,5), metalli, IPA, N02, S02, e diversi altri inquinanti. I dati, disponibili sul sito dell’Arpa Umbria, sono visibili a tutti. Ci sfugge il motivo per il quale I’amministrazione comunale di Gubbio non li abbia mai voluti prendere in seria considerazione, ricercando evidentemente altro.

I report di Arpa sulla qualità dell’aria descrivono Gubbio citta tra le meno inquinate dell’Umbria, dove ii problema, se esiste, e concentrate sulle emissioni da riscaldamento domestico (quasi ii 90% del totale). Le criticità su terreni e falde sono riconducibili a ben noti fatti di cui la stampa a più riprese ha data contezza, vedi la discarica di Colognola.

Per tale motivo colpisce che a questa videoconferenza non siano stati inviati i rappresentanti delle attività artigianali, dell’agricoltura, del traffico veicolare, chi si occupa di riscaldamenti domestici, chi gestisce le discariche (non solo Auri) e così via. Invitare solo due aziende, che di fatto rappresentano meno del 5% dell’eventuale problema, potrebbe generare dubbi sull’esistenza di un pregiudizio che siamo sicuri non esista.

Inoltre, per rappresentare più compiutamente le sensibilità ambientaliste sarebbe utile allargare la “cerchia”, che lei oggi ha perimetrato in modo così restrittivo, ad altre organizzazioni senza verità già costituite. Non vorremmo che a Gubbio la difesa dell’ambiente sia per qualcuno un modo di demonizzare l’industria e ii suo ruolo rilevante nel progresso della citta e del Paese. Le ricordiamo, infine, che il settore del cemento rappresenta una quota molto significativa del Pil e dell’occupazione del nostro comprensorio. Restiamo sempre a disposizione delle istituzioni per offrire massima collaborazione, con l’obiettivo di vedere il nostro territorio crescere in modo sostenibile non solo economicamente ma anche culturalmente”.

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