Attualità

Giornata della Memoria, Tesei: “Rendere attuale l’insegnamento”. Critiche dai consiglieri Pd

“Non una celebrazione semplicemente rituale, ma ricordo e attualizzazione degli insegnamenti della storia. Il Giorno della Memoria è questo. È scoprire, riscoprire, trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, e rendere attuale il significato di quanto accaduto”.

È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che ricorda come proprio “il 27 gennaio del 1945 si aprirono le porte di Auschwitz e fu mostrato al mondo cosa avveniva in uno dei più noti campi di concentramento nazisti. È necessario non far calare il sipario sul passato, condannare con convinzione la Shoah, onorare la memoria delle vittime, ricordare i rastrellamenti nelle città. Non possiamo dimenticare e dobbiamo continuare a fare quanto possibile, ciascuno nel ruolo che ricopre, affinché quell’orrore – conclude Tesei – non si ripeta in nessuna forma”.

La presidente Tesei è intervenuta oggi anche all’iniziativa, organizzata on line dalla Diocesi Assisi-Nocera Umbra e dal Comune di Assisi, sul tema “Assisi e l’Umbria ricordano la Shoah”.

Per in consiglieri regionali del Pd: “In occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria è opportuno cercare un punto di vista nuovo per affrontare questo appuntamento, per non rischiare di essere ripetitivi e forse banali.  E la Giunta regionale a trazione leghista,  quest’anno, si è davvero superata, maturando in proposito un punto di vista davvero singolare: fare finta che la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime della Shoah non esista”.

Secondo gli otto esponenti dell’opposizione “la Giunta regionale disattende così,  quanto previsto dall’articolo 2 della legge 211/2000, con cui il Parlamento attribuisce alle istituzioni repubblicane, l’organizzazione delle celebrazioni  attraverso ‘cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico’. L’Umbria si appresta dunque a celebrare questa ricorrenza con il silenziatore e questo è inaccettabile.

Nessuna celebrazione, dunque, nessuna campagna di sensibilizzazione è stata organizzata diversamente dal passato. Nessun calendario di eventi. Non una sola occasione, magari online, per onorare milioni di morti, per riportare la mente sulla vicenda dell’Olocausto, con la negazione dei diritti prima e con la persecuzione e lo sterminio degli ebrei dopo (ma anche degli omosessuali, dei rom, dei disabili e dei dissidenti), con i fili spinati, le camere a gas e i forni crematori. Neppure un minuto destinato al minimo sforzo razionale per capire il folle progetto eseguito con scientifica ferocia e fredda razionalità dai nazisti, nel silenzio e nella passività dei più, che anche in Umbria costò  la vita a centinaia di ebrei. Si dice – aggiungono – che la Memoria è uno sforzo razionale ma è, innanzitutto, un dovere etico. Qui sta il senso della ricorrenza del 27 gennaio, la memoria di un fenomeno reale e documentato che avvenne nel cuore dell’Europa, che dobbiamo continuare a consegnare alle nuove e vecchie generazioni come dote morale e come strumento culturale contro l’insorgere di reiterati genocidi e per contrastare le nuove tentazioni razziste, che sono sempre dietro l’angolo”. 

“Ricordiamo alla presidente Tesei – continuano i consiglieri di minoranza –  che non più tardi di una settimana giorni fa sono stati indagati, qui in Umbria, la sua Regione, giovani che si ispirano al gruppo suprematista statunitense AtomWaffen Division e alle Waffen-SS naziste,  che avevano creato delle chat in cui si istigava alla violenza contro gli ebrei, in cui si parlava anche di eliminazione fisica. Uno di loro aveva anche creato anche un’organizzazione denominata ‘Nuovo ordine sociale’ finalizzata all’organizzazione di atti estremi e violenti di matrice eversiva.  Ebbene, sulla Shoa, ‘se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare e le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre’ (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947). 

Tenendo conto di tutto ciò, ieri abbiamo chiesto al Centrodestra di rinviare  al prossimo Consiglio regionale la mozione sulla Giornata del Ricordo delle vittime delle Foibe. Sarà quindi discussa il giorno prima del 10 Febbraio, giornata  in cui si celebrerà, come ogni anno la solennità civile con cui si ricordano giustamente i massacri delle Foibe e l’esodo istriano. Abbiamo apprezzato la disponibilità al rinvio perché questo atto sarebbe potuto passare come strumentale quasi in contrapposizione con la Giornata della Memoria.  Ma non potendo accettare nella terra di Aldo Capitini, che proprio la Giornata della Memoria, possa diventare una semplice data segnata sul calendario, abbiamo promosso noi, per primi, una mozione sul tema, perché riteniamo che lo spirito di questa celebrazione debba accompagnarci tutto l’anno. Dobbiamo tutti quanti – conclude – fare in modo che sempre più persone tengano vivo il ricordo di quanto accaduto ed è compito delle istituzioni, delle associazioni e dei singoli cittadini impegnarsi con iniziative affinché nessuno dimentichi mai quelle orribili pagine di storia. Grazie a questa nostra iniziativa siamo riusciti ad evitare che anche quest’Aula, oltre al Governo regionale, si dimenticasse della Giornata della Memoria. Quasi una pezza fuori tempo massimo, che deve far riflettere, rispetto alla sensibilità che il centro destra di questa regione ha rispetto a questi temi”.

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