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Covid: dimezzate le presenze nelle scuole superiori, capienza ridotta per bus e centri commerciali. Le nuove misure della Regione

Si concentrano su scuole, trasporti e centri commerciali le misure adottate dalla giunta regionale per contenere la diffusione del coronavirus, presentate oggi pomeriggio dalla presidente Tesei.

Dal 20 ottobre e fino al 14 novembre, infatti, la Regione Umbria ha regolamentato in maniera restrittiva, dove non previsto dal Dpcm, alcune “situazioni importanti” per la prevenzione e il contenimento della diffusione del Covid-19.

“L’obiettivo è andare a contrastare tutti i fenomeni di assembramento che sono la causa principale della diffusione del virus, con i giovani che poi che lo riportano a casa tra le persone più fragili” ha detto la governatrice.

Scuola: Sarà attivata la didattica a distanza per il 50% degli studenti delle scuole superiori, pubbliche o private. L’altra metà degli studenti seguirà le lezioni in presenza

Saranno le scuole a stabilire le modalità: se a rotazione o alternando le lezioni in presenza con la didattica a distanza o dividendo le classi o per sezione.

Per le università sono fortemente raccomandate (pur nel rispetto dell’autonomia) le lezioni a distanza per il 70% degli studenti, con la garanzia di lezioni in presenza solo per le matricole.

La presidente Tesei ha detto che la Regione sta lavorando alla possibilità di somministrare test rapidi agli studenti e ai loro familiari, con la possibilità di farli attraverso le farmacie.

Trasporti: Scende ancora la capienza degli autobus. Non più l’80%, come deciso dal governo a settembre, ma il 60%. Percentuale che sarà garantita anche quando si tornerà alle lezioni in presenza con l’aumento dei bus.

Centri commerciali: è consentito l’accesso a una persona ogni 10 metri quadrati. La misura dovrà essere garantita da contapersone all’ingresso, con il calcolo del numero massimo di ingressi, in relazione alle dimensioni dei locali. All’interno dei centri commerciali è vietato il consumo di cibi e bevande lungo i corridoi, consentito solo nei locali ai tavoli.

Sale bingo, centri scommesse e slot machine: contrariamente a quanto previsto da Dpcm del governo che prevede delle limitazioni orarie, l’ordinanza della Regione prevede la chiusura fino al 14 novembre dei locali di ritrovo a destinazione non socialmente rilevante quali sale giochi, sale scommesse, sale slot e sale bingo.

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