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Confindustria, Alunni: “Pronti a rischiare le nostre risorse ma le istituzioni perseguano il bene comune e non il consenso”

“Oggi è il tempo delle decisioni per il bene comune. Decisioni eccezionali per tempi eccezionali. Come imprenditori siamo pronti a rischiare le nostre risorse per il futuro delle nostre aziende. Chiediamo che anche il mondo delle istituzioni, a partire dalla Regione, prenda le decisioni che gli competono”.

Lo ha affermato il presidente di Confindustria Umbria, Antonio Alunni, aprendo la parte pubblica dell’assemblea annuale dell’organizzazione che si quest’anno si è tenuta in streaming a causa dell’emergenza sanitaria.

Gli industriali così, con il loro “patrimonio di credibilità”, per Alunni devono mettere in campo azioni per contribuire al bene comune. Come favorire nei territori la formazione di una nuova classe dirigente responsabile (“che capisca profondamente i principi dell’economia moderna e dei mercati, organizzando corsi di formazione, incontri, scambi”) e aiutare le pubbliche amministrazioni a svolgere meglio il loro ruolo (“grazie ad un formidabile capitale umano di tecnici di alto livello, dagli ingegneri agli economisti”).

“Il futuro delle nostre aziende non sta solo dentro di essere – ha sottolineato il presidente di Confindustria – e i tempi straordinari nei quali viviamo impongono a noi industriali comportamenti straordinari”. 

Per Alunni è strategica la collaborazione con le pubbliche amministrazioni: “Per svolgere il loro lavoro, gli imprenditori – ha sottolineato il Presidente – devono poter operare in un quadro legislativo e regolamentativo che favorisca la creazione di ricchezza e non la ostacoli. Devono potersi rivolgere ad una macchina burocratica efficiente e veloce nelle sue decisioni”.

Questo è il tempo delle decisioni: “Siamo pronti a rischiare le nostre risorse – ha concluso Antonio Alunni – per il futuro delle nostre aziende. Chiediamo che anche il mondo delle istituzioni, a partire dalla nostra Regione, prenda le decisioni che gli competono. Non in una logica di ricerca del consenso a breve periodo, ma nella logica di perseguire il bene comune di questa e delle generazioni future”.

Dal canto suo la presidente della Regione Donatella Tesei, nel proprio intervento ha osservato: “L’Umbria è arrivata al Covid in una situazione economica fortemente compromessa. Le misure insieme intraprese in questo 2020, però, ci hanno consentito di “far tenere” il tessuto socio-economico, che in Umbria non si è disgregato. Ora l’Umbria continua a guardare alla tenuta, con altre misure di sovvenzione di vasta portata, ma sta già agendo sul versante del rilancio, per esempio con un bando di 15 milioni di euro sulla ricerca e sviluppo pensato con Confindustria Umbria.

In questo scenario – ha proseguito la governatrice – voglio dire con coraggio che l’industria è tornata ad essere assolutamente centrale nelle politiche economiche regionali, perché è il motore più potente della nostra economia ed un acceleratore prioritario della stessa. Centrale per il recupero del Pil, centrale perché è l’aggregato che produce posti di lavoro, centrale perché ad essa è legato il recupero del reddito pro capite del lavoro dipendente, centrale perché è nell’industria che vi è la prospettiva di carriera e non di emigrazione dei nostri giovani. Non è una sfida impossibile per l’Umbria far tornare l’industria centrale”.

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